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2013/05/19

Istruzioni per vivere


Ricordo di aver letto in qualche libro un pensiero, direi geniale, a proposito del mestiere dei genitori, secondo cui essi non devono asfaltare, nel senso di rendere scorrevole e scevra di impedimenti la strada che i figli percorreranno, la strada della vita si intende, semmai è loro responsabilità provvedere a fornire una buona mappa, una guida, non enciclopedica ma facilmente consultabile affinché i figli siano in grado di trovare la giusta strada per arrivare più in alto possibile in quella scala di valori chiamata vita. Gli inglesi lo chiamano parenting noi, forse banalmente, preferiamo chiamarlo mestiere. Che lo si chiami all'inglese oppure all'italiana di fatto il ruolo di genitore è forse uno dei più difficili da interpretare, perché non si può apprendere sui libri di scuola in quanto non esistono regole universali su come prendersi cura dei propri figli. Ogni genitore interpreta il ruolo in modo del tutto soggettivo; sono la storia individuale e familiare, l’educazione ricevuta e le diverse esperienze a determinare le differenze nelle competenze genitoriali. Sappiamo per esperienza che il genitore perfetto non esiste, esistono genitori più attenti e rispondenti ai bisogni dei propri figli. Per un genitore è di fondamentale importanza riuscire a favorire nel figlio non solo una crescita adeguata sul piano fisico, emotivo, intellettivo e sociale ma anche comportamentale, i genitori spesso rappresentano per i figli un modello a cui ispirarsi, sia pure inconsapevolmente. E questo è forse l'insegnamento più difficile, insegnare ai figli come vivere partendo dal nostro modo di affrontare la vita, per quanto ci sforzeremo a insegnare concetti e processi i nostri figli guarderanno sempre l'insegnante che hanno assunto a modello. 

In questo lungo cammino di consigli e istruzione per vivere io partirei da alcuni suggerimenti su come iniziare il percorso, formarsi le basi, costruire attorno a esse il futuro. Ecco dunque i miei primi cinque consigli per affrontare serenamente ogni nuovo giorno, nel difficile cammino della vita. A differenza di altri che si sono cimentati in questo difficile esercizio io aggiungo un pensiero, una spiegazione, l'istruzione per l'uso, ognuno lo prenda come preferisce. 


1. Avere un cane! 

Come sarebbe a dire? E tutti quei buoni propositi? Avere un cane non è affatto banale, vuol dire sacrificare un poco del nostro tempo, della nostra vita, dei nostri piaceri per condividerli con l'amico dell'uomo per eccellenza, appunto il cane. Significa essere portati a considerare gli altri, chi ha meno di noi e dare loro quel supporto di cui necessitano che poi non deve essere per forza denaro e lavoro, ma anche le piccole cose, al cane una ciotola piena d'acqua e le crocchette all'ora dei pasti, una passeggiata almeno tre volte al giorno, anche se piove, tira vento o nevica. Agli umani parole di conforto e comprensione, aiuto morale per tirarsi su e ricominciare a guardare avanti, aiuta moltissimo sapete? 


2. Complimentarsi almeno con tre persone al giorno 

Complimentarsi sarebbe? Stringere la mano, dir loro che hanno svolto un buon lavoro, che sono stati bravi, che sono buoni amici o semplicemente che si sta bene con loro anche senza dividere nulla, che siamo felici lo stesso, siete contenti voi, sono contenti loro. 


3. Assistere al sole che sorge almeno una volta all'anno

Il sorgere del sole è una allegoria. E' la vita che ricomincia, dopo la pausa notturna, è un momento di riflessione, la considerazione che siamo ancora tutti vivi, che siamo qui, pronti a ricominciare e combattere virtualmente per il nostro posticino al sole. Perché l'alba e non il tramonto? 

Il sole sorge sempre molto presto, significa sacrificio per assistere al magico momento, è necessario alzarsi presto al mattino e trepidamente attendere i primi raggi di luce. un momento indescrivibile. Il tramonto è la fine del giorno, nella rappresentazione allegorica rappresenta la fine della vita, abbiamo tempo per assistere, non servono sacrifici speciali, bisogna essere li al momento giusto al posto giusto. Ecco, sorge il sole, viviamo insieme questo fantastico momento che si ripeterà domani ma, chissà, se domani avremo tempo. 


4. Stringere la mano con fermezza 

Ecco un aspetto che ritengo importantissimo. Lo stringere la mano. C’è chi ha scritto testi, manuali, enciclopedie sul vezzo di stringere la mano. Ognuno ha da dire la sua per quanto riguarda certi atteggiamenti. La stretta di mano rivela molti tratti della personalità: un palmo umidiccio, uno sguardo sbagliato o una stretta eccessiva possono dare all’interlocutore una cattiva impressione. E' uno degli elementi cruciali nei rapporti interpersonali, rivela rapidamente aspetti importanti sulla personalità di chi abbiamo di fronte: se è troppo soft indica insicurezza, mentre una stretta troppo breve può essere indice di arroganza. La mano, figlio mio, la si stringe con trasporto e vigore, lo stesso vigore che metteresti in un abbraccio, se è veloce e assente non si ricorderanno di te, se stringi ma senza esagerare allora saranno felici. 


5. Guardare sempre la gente negli occhi 

Questo è di fondamentale importanza. Ricordo che quando ero giovane ebbi modo, mio malgrado, di conoscere una persona che aveva uno strano vizio. Non guardava negli occhi ma grossomodo all'attaccatura dei capelli. Oltretutto era anche strabico, per cui non sapevi mai da che parte stesse guardando. Mi urtava moltissimo parlare con lui, ne avrei fatto volentieri a meno, purtoppo in certe occasioni ero obbligato in quanto si trattava del portiere del condominio dove abitavamo. uno di quei condomini col portiere in livrea che t'apriva la porta ringraziando della visita (tutti i giorni e tutte le volte che varcavo quella soglia), uno di quelli che ti chiamava l'ascensore e ti porgeva la posta con molto garbo e disponibilità, uno di quelli che non guardava mai negli occhi e che cancellava con un tratto di penna tutte le buone azioni, ancorché profumatamente pagate, fino a quel momento eseguite. Per cui, presto detto, guardare sempre la gente negli occhi, equivale a dire che non si ha paura di nessuno, la consapevolezza della propria forza, non già il potere, quello bisogna conquistarselo, ma la forza e tutto il resto verrà da sé. 

E come si dice alla fine delle puntate delle serie tv americane: to be continued....

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