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2013/05/13

Uomini come formiche

Hong Kong, grattacieli come formicai

Non ricordo in quale testo o libro ho letto di questo argomento, il tempo passa e la memoria inizia a dare chiari segnali di superlavoro, insomma divento vecchio. Ho trascorso tutta la mattina a cercare di fami venire in mente un brano di un autore americano, un brano musicale. Sfortuna vuole che non ricordi ne il titolo del brano ne tantomeno il nome dell’autore, dopo frenetiche ore alla fine ho rinunciato alla ricerca altresì infruttuosa ripromettondomi di cercar meglio fra le cose di casa per scoprire il furfantello che ha cercato di nascondersi. 

Adesso qualcuno si starà chiedendo cosa c’entra questo discorso a proposito della memoria con l’argomento del mio articolo. C’entra, eccome se c’entra, le formiche, come si sa, sono insetti dotati di un’intelligenza collettiva molto complessa. La memoria selettiva di cui dispongono non è come la nostra ma costituita da impulsi elettrici che vengono scambiati attraverso il contatto delle estremità tattili, cioè le antenne, con altre simili dello stesso formicaio. In questo modo comunicano e non come si era sempre pensato attraverso tracce olfattive rilasciate da ogni operaia durante il cammino alla ricerca del cibo. Quindi le formiche non dimenticano perché non viene memorizzata l’informazione in un cervello come potrebbe essere il nostro ma in una serie di accumulatori elettrici che rilasciano le informazioni secondo l’uso che se ne vorrebbe fare. Insomma un concentrato di tecnologia che noi, poveri umani ci sognamo.  

Meditavo dunque su questo assioma uomini e formiche, chiedendomi quali possano dunque essere le differenze esistenziali. Noi non siamo tutti formiche come le formiche non si atteggiano a essere degli umani, semmai il paragone, virtuale s’intende, è dall’alto verso il basso, dal nostro punto di vista verso il loro, dato per acquisito il fatto che la formica non pensa in grande, si accontenta di quello che ha e segue la via che qualcuno, la formica regina o la natura, ha tracciato per lei. Le similitudini nella vita di uomini e formiche non si limiterebbero tuttavia a questo. Avete guardato, dato un’occhiata fugace alla fotografia all’inizio di questo articolo? Quella foto mostra una fetta di cielo come si vede guardando in alto in uno qualsiasi dei quartieri di una megalopoli come Hong Kong, ora che l’avete guardata con maggiore attenzione non vi viene in mente che noi, piccoli umani siamo in verità grandi formiche che vivono quasi alla stessa maniera? 

Compreso il concetto? Non siamo tutti regine come non siamo tutti calabroni, la massa, se vogliamo continuare a seguire il paragone, è costituita da formiche operaie che, giorno dopo giorno si arrabbattano per arrivare alla fine della giornata, comunicando con i propri simili, scambiando informazioni in quello che organizativamente parlando potrebbe essere paragonato a un formicaio. Certo un bel formicaio, con negozi, divertimenti, ospedali, sale da ballo e anche cinema, gli uffici dove portare il nostro contributo, le banche dove prelevare il premio delle fatiche giornaliere, il camposanto dove andare a riposare dopo una vita di sacrefici. Si nasce, si vive, si muore, come le formiche che in verità non dispongono di divertimenti e amenità varie ma che il loro lavoro per la comunità lo svolgono lo stesso, con affetto e dedizione anche senza stipendio, magari con la possibilità concessa dall’alto di leccarsi gli avanzi di chi comanda, e quelli delle larve e il sogno nemmeno troppo nascosto di diventare a loro volta regina. 

Mi sono anche ricordato di aver letto in un libro di scienze, antiche poiché oggi i libri non li stampano quasi più visto il dilagare di internet e wikipedia, in quel libro si parla di vite che si sovvrappongono, che tutti gli esseri viventi hanno lo stesso scopo, lo stesso obbiettivo: nutrire la prole, crescere e moltiplicarsi. Non si sa bene fino a quando, almeno fino al momento in cui un avventato umano mette il piede sul formicaio distruggendolo, oppure il terrorista di turno butta giù un paio di palazzi con tutte le formiche... oops, con tutti gli umani all’interno per vendicarsi. Alla fine le trame della vita di chi abita il pianeta finiscono per essere sempre le stesse, le storie di base sono in verità poche, non tante. 

Tutto si ripete, tutto si replica all’infinito con pochi microscopici cambiamenti. Le vite umane e le vite delle formiche come se fossero la trama di una fiction, ripetitive e prevedibili. Rimescoliamo le stesse vite, le nostre e quelle delle formiche e alla fine non sappiamo più chi siamo, uomini o formiche?  





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