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2013/06/10

Il coccodrillo

Il coccodrillo è quello di quella storiella che raccontiamo spesso ai nostri figli. Quando mangia e si riempie la pancia sembrerebbe che pianga. In realtà sono gli occhi che lacrimano copiosamente a causa del grande sforzo che l'animale fa dopo aver ingurgitato la vittima, pressochè intera. Infatti non masticano, i loro denti non servono a masticare, affilati come rasoi hanno solo la funzione di tagliare le membra delle vittime, insieme alle grandi mandibole che, con una forza spaventosa, spezzano loro le ossa, in modo che il passaggio dalla bocca allo stomaco avvenga facilmente e la digestione sia facilitata. Il coccodrillo non è poi molto diverso dal serpente, quando ingoia intera la preda diventa preda a sua di un cacciatore più forte e agguerrito. Del resto entrambi fanno parte della grande famiglia dei rettili.

Il detto "piangere lacrime di coccodrillo" deriva da un famoso mito, della notte dei tempi, patrimonio di culture anche diverse dalla nostra, Inglesi e Francesi, anche le popolazioni del nord Europa e mi risulta quelle asiatiche ricordano questo detto, segno che tutto il mondo ha simili tradizioni. Dicevo questo mito che narra di un'abitudine comune a tutti i coccodrilli, ovvero quella di piangere frequentemente: questi anfibi verserebbero lacrime ogni volta che uccidono le loro prede, poiché assaliti dal senso di colpa; le femmine, inoltre, piangerebbero anche quando sono costrette a cibarsi dei propri figli. Vale la pena di precisarlo: si tratta solo di un mito, anche se questo ha ispirato persino William Shakespeare che nell’Othello scrive "Demonio, sì, demonio! Se la terra potesse partorire fecondata da lacrime di femmina, ogni goccia sarebbe un coccodrillo".

Che dire dunque? Il politico nell'immagine credo che lo conoscano tutti. E' il famoso Gianni Alemanno di professione Sindaco di Roma, anzi, ex-sindaco di Roma appena scalzato, direi staccato a forza dalla poltrona che occupava, dal concorrente di altro partito, dell'altra parte della barricata tale Ignazio Marino. Alemanno si è messo a piangere, lacrime di coccodrillo ovviamente, mentre doveva pensare prima delle elezioni come comportarsi affinché i romani che l'avevano votato cinque anni fa lo rivotassero. I soliti smemorati, e i politici non sono da meno, mi dicono che il Gianni Alemanno avesse pianto, virtualmente, anche al momento delle elezioni, sofferte, di febbraio, quando l'incombente nuovo esecutivo -in verità tutti i partiti del parlamento- si prefiguravano nella veste di eletti al parlamento, dichiararono che avrebbero cancellato l'IMU. Il Gianni Alemanno aveva anche rincarato la dose augurandosi che l'imminente governo cancellasse l'iniqua tassa sulla prima casa. Sappiamo benissimo come sia andata a finire. Sedotti, gabbati e abbandonati. 

Questo era quanto aveva dichiarato l'allora sindaco di Roma coccodrillo piangente oggi. Sindaco che al tempo prefigurava il proprio partito vincitore delle elezioni di febbraio contro chi, parliamo del famigerato governo Monti, era considerato responsabile della tassa votata e stravotata da tutti i partiti, compreso quello di Alemanno, che appoggiavano il governo tecnico.

I miei affezionati lettori ora potrebbero accusarmi di essere un volta gabbana, uno spergiuro, un falso avendo io scritto spesso e volentieri che in questo forum non si sarebbe parlato mai di politica se non, è il caso di dirlo e ripeterlo, per ergerla a caricatura, a burla di un certo modo di essere e parlare. Viro subito rapidamente verso l'argomento di cui ho intenzione di disquisire, spero abbastanza tagliente e magari offensivo affinché chi ha orecchie per intendere intenda e tutti gli altri si divertano e basta. Non è di politica, o forse si ma non nel senso più stretto del termine, che io voglio parlare stasera, ma dell'infame abitudine italica di voltare le spalle al passato salvo poi riconoscere l'infamia del presente e mitizzare il passato con il classico "Si stava meglio quando credevamo di stare peggio."

Purtroppo l'italiano non impara mai, mio nonno diceva sempre "si stava meglio quando credevamo di stare peggio" e lui si riferiva alla monarchia prima del fascismo, mio padre diceva lo stesso ma lui si riferiva al fascismo. Adesso leggo la stessa frase riferita a certi italiani che cominciano a rimpiangere il Berlusconi, bypassando Monti detto anche Rigor Montis, e dimenticandosi che Letta ancora non ha dimostrato un fico secco del programma che pure si era impegnato a rispettare, segno che tutto sommato chi sta al governo seduto nello scranno più alto del parlamento, in effetti pensa prima di tutto a risolvere i propri interessi e di conseguenza e marginalmente quelli degli italiani, se sono coincidenti con i propri, altrimenti si arrangino attaccandosi al tram e fischiando in curva.

Gli italiani sono sempre passati attraverso rivoluzioni e cambi di potere, nella storia italica dai Romani in poi (i romani antichi intendo e non gli scansafatiche, e non si offendano i romani veri, di oggi fra i quali mi pongo io stesso essendo nato in quel di Roma), si sono alternati comandanti e re, presidenti e imperatori, granduchi e principi e pure i Papi e tutti, ma proprio tutti se ne sono altamente fregati del bene del popolino, tasse a parte, pensando esclusivamente al proprio tornaconto, a riempirsi la pancia e le casse (forti) di casa propria, a depredare la penisola di ricchezze e tesori. E la solfa non è mai cambiata, e nemmeno i ricchi che non bazzicano dalle parti di Palazzo Chigi, si comportano diversamente. I ricchi in Italia son sempre gli stessi, le grandi famiglie che si dividono la torta in parti mai uguali pronti a scannarsi alla prossima grande occasione sono sempre le soltie, vedasi l’Alitalia, la Sip ora Tim e forse ha cambiato nome un altro paio di volte. Stiamo prendendoci in giro? Prendiamoci. 

Si stava meglio quando credevamo di stare peggio, perché il nuovo non impara mai dal vecchio, e così chi arriva dopo non va a vedere per quale motivo lui ha scalzato chi c'era prima, non pensa che agire meglio sia sicurezza per restare, per essere rieletto e entrare nel cuore della gente per anni e anni. No. Chi arriva a potersi sedere nelle poltrone che contano, si assicura prima di tutto di avere una adeguata quantità di Attack in modo di non correre il rischio di essere staccato e buttato alle ortiche, poi si organizza per rubare quanto e più del predecessore, perche' se quello si è permesso di rubare, a maggior ragione può il nuovo arrivato che ancora non ha messo mano su nulla (vedasi al proposito, ma si parla di un’altra campana, i due deputati dell’M5S che sono confluiti nel gruppo misto per poter finalmente incassare la diaria che il Beppe nazionale negava loro). Che poi eletti perche' voluti dalla gente, anche se poi si sa come va a finire.

No, l'italiano non impara mai, pensa sempre di risolvere tutto con un bel colpo di spugna, volemose bene e riproviamoci, magari dando un colpo al cerchio e uno alla botte, oggi a te e domani a me con la speranza nascosta, così ben nascosta che la sto cercando ma ancora non mi riesce di trovare, che un giorno si possa dire "Si sta meglio ora di prima quando pensavamo di stare meglio di adesso e invece stavamo peggio."

Pio desiderio!


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