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2013/10/15

Povera Italia!

Povera Italia, anche Garibaldi se ne vergognerebbe!


Ma è vero che l’Italia sia in crisi e gli italiani alla canna del gas? 

Un amico mi scrive a proposito di un viaggio che ha compiuto in quell'Italia che ama alla ricerca di emozioni. Mi racconta che ha viaggiato nell’Italia centrale e si è stupito nel vedere alberi da frutto con mele e pere per terra perché nessuno le ha raccolte, così come fichi, noci, zucche e molti ulivi ma soprattutto pomodori. 

Distese infinite di campi di pomodori che cominciavano a marcire perché nessuno li ha raccolti. Milioni di frutti sprecati dopo che le piante sono state pur piantate e concimate giungendo regolarmente a maturazione. Il mio amico allora si è informato, voleva sapere per quale motivo tutto quel ben di Dio veniva lasciato letteralmente marcire senza essere raccolto, mancava forse la manodopera? Assolutamento no, la manodopera gli dicono che è abbondante, la risposta è stata comunque sconcertante: “Non ha più senso raccogliere i pomodori: le industrie di trasformazione importano pomodori dalla Cina a prezzo così basso che ci costerebbe di più raccoglierli rispetto al prezzo che potremmo spuntare, quindi perdiamo di meno a lasciare marcire tutto”. 

Quando Fidel era in auge, a Cuba la gente era precettata a raccogliere canna da zucchero, così come nell’Europa dell’est gli studenti passavano alcune settimane l’anno a lavorare nei campi (anche in Australia al giorno d'oggi, gli studenti con il WHV devono spendere obbligatoriamente un periodo di lavoro in campagna per sperare di rinnovare il visto per un anno ulteriore). Noi italiani siamo diventati così “poveri” e assurdamente scemi da essere incapaci da imporre a livello comunitario di mettere un minimo di dazio per limitare le importazione cinesi e così distruggiamo mercati, agricoltori, filiera a chilometro zero ecc.ecc. che poi la stessa Europa in parte “risarcisce”. 

Ma almeno si mettesse un cartello sulla strada: “Servitevi pure, è tutto gratis...-“. E’ comunque osceno questo spreco, assurdo, anche se forse - se fossi ancora ragazzo - avrei già concordato per raccogliere case di pomodori vendendole a prezzo bassissimo alla gente della zona (non all’industria) pur di raggranellare qualcosa. Una volta si sarebbe fatto senza problemi, oggi probabilmente ASL e leggi lo impedirebbero ma anche per questo evidentemente in Italia - pur con una generazione di disoccupati dichiarati - non interessa a nessuno. 
L'evoluzione dell'Homo Italicus.
Il prossimo ventennio come lo raffigureremo?

Il testo che segue è di una canzone di Franco Battiato, scritto nel 1991, attuale come non mai. Verrebbe da dire che il nostro Paese non cambia mai e gli armadi si riempiono di scheletri che nessuno riesce a scoprire. 






Povera patria (cliccate sul titolo per ascoltare la canzone)
(da "Come un cammello in una grondaia", 1991)

Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere
di gente infame, che non sa cos'è il pudore,
si credono potenti e gli va bene quello che fanno;
e tutto gli appartiene.
Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!
Questo paese è devastato dal dolore...
ma non vi danno un po' di dispiacere
quei corpi in terra senza più calore?
Non cambierà, non cambierà
no cambierà, forse cambierà.
Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali?
Nel fango affonda lo stivale dei maiali.
Me ne vergogno un poco, e mi fa male
vedere un uomo come un animale.
Non cambierà, non cambierà
sì che cambierà, vedrai che cambierà.
Voglio sperare che il mondo torni a quote più normali
che possa contemplare il cielo e i fiori,
che non si parli più di dittature
se avremo ancora un po' da vivere...
La primavera intanto tarda ad arrivare.

22 anni dopo scopriamo con dispiacere che non solo non è cambiata, ma è pure peggiorata.


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