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2014/04/19

Pinocchio Renzi

Renzi parla bene, benissimo. Coltiva prima di tutto la sua immagine, piace alla gente, preannuncia soluzioni condivise che entusiasmano e molti pensano “finalmente!”. A essere obiettivi va anche detto che è sorretto da un coro monocorde di elogi di stampa e TV dove appare ovunque, altro che “par condicio”. Provate a immaginare una presenza così massiccia del Berlusconi dei tempi d’oro: sarebbero state polemiche e proteste, ma per Renzi tutto è dovuto, i media si inchinano negli applausi.

Oddio… non proprio tutto è ok se consideriamo che all'effetto annuncio e all'operazione immagine non segue spesso la realtà. Qualche esempio? La vendita "on line" delle auto blu va lentamente e non rende come si sperava, certo il primo lotto è andato a ruba ma si trattava di poche auto, una briciola in contronto delle cinquantaseimila ancora nel bilancio dell'amministrazione, i "bravo" e gli "evviva" che secondo la nostra stampa hanno accompagnato le applaudite visite di Renzi in Germania, Francia, Gran Bretagna e a Bruxelles avrebbero dovuto rendere qualcosa e invece - a parte qualche pacca sulle spalle - l’Europa continua a dire “nein” all'allargamento della borsa.  

E che dire di quella promessa dal sapore elettorale degli 80 euro in busta paga era ormai obbligatoria dopo essere stata strombazzata così tanto, ma costa strappi e tagli da altre parti, compresa la spesa sanitaria che è importante soprattutto per gli anziani e i più deboli. 

Intanto il premier abbatte il risparmio - che viene supertassato - e alla fine anche la tanto sbandierata cancellazione delle province si è rilevata  una bufala con nessun vantaggio effettivo per la spesa pubblica. Se Renzi “vende” come risultato le quote rosa imposte negli Enti di Stato a grattare la vernice si vede subito che è soprattutto questione di facciata visto che comunque a comandare sono gli amministratori delegati – sapientemente lottizzati dal PD - e non i presidenti, così come contano poco le "capolista rosa" democratiche per le elezioni europee dove si vota comunque con la preferenza.

Renzi è furbo e si guarda bene, per esempio, di applicare le stesse quote rosa nell’Italicum, il nuovo sistema elettorale con il trucco dove saranno invece i (bloccati) minicapilista di collegio ad essere poi i veri futuri eletti in parlamento, tutti di nomina dei leader di partito e alla faccia del parere della gente.

Ma i guai veri per Renzi sono altri: l’economia non cresce, il bilancio non pareggia, la disoccupazione incalza. “Una riforma al mese” aveva annunciato, ma quella del senato è impantanata così come quella elettorale. I giorni corrono e sicuramente l’immagine renziana renderà al PD soprattutto per le imminenti elezioni, e poi? Dall’altra parte il centro-destra appare spappolato e diviso, incapace di trovare nuovi leader credibili e fili conduttori di una politica comune, mentre Grillo insiste con la quotidiana demagogia, che paga in termini di audience e speriamo bene, teso allo spasimo a raccogliere proteste e consensi sapendo che ci guadagna dal derby quotidiano con il premier e con il grande vantaggio di non essere mai verificato alla prova dei fatti (per ora).

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