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2014/05/17

La spallata

Autunno 2011: Berlusconi lascia sotto la grandinata della speculazione internazionale che sta affossando finanziariamente l’Italia. Non servono parolone tipo “golpe” o di colpo di stato ma solo guardare alla realtà e rendersene conto.

L’Italia di Matteo Renzi oggi è economicamente molto più debole di allora. Ci sono il 42% di famiglie “povere” in più, la disoccupazione giovanile è cresciuta di quasi il 50%, la pressione fiscale aumentata, il PIL è peggiorato (anche nel primo trimestre del 2014, da tempo sbandierato per essere l’anno della ripresa!), il debito pubblico vistosamente aumentato… eppure lo “spread” oggi è meno della metà di allora: come mai?

Perché questa Europa di banchieri senz’anima né coscienza sceglie un paese politicamente “antipatico” e comincia a specularci sopra con profitti spaventosi. Una banca che comprò titoli di stato italiani tre anni fa – magari dopo aver fatto diffondere notizie catastrofiche e orientato i “declassamenti” finanziari sta guadagnando oggi un rendimento che è il doppio di quello corrente e se l’investimento allora fu decennale per altre 7 anni continuerà a prendersi interessi principeschi pagati dallo Stato italiano e pure esentasse.

Chi insomma tramava e sapeva “prima” che Monti sarebbe poi andato al governo speculò alla grande guadagnando ancora oggi mucchi di soldi. Certo che Berlusconi e Tremonti erano scomodi, meglio tenersi un “professore” obbediente come un gattino sulle ginocchia!
Golpe? Semplice realtà dei fatti e se Napolitano ci tiene oggi a far sapere che lui non ne sapeva nulla (e volete dicesse il contrario?) o non è vero, dovrebbe allora licenziare subito i suoi sprovveduti collaboratori che non se ne erano accorti.

Gira e rigira è questo modello di Europa e di moneta unica che proprio non va, bisogna pesantemente riformarlo e bene fa chi chiede nel suo programma anche una agenzia di rating europea che dia valori più certi e onesti agli Stati e alle loro economie, ma una struttura che sia gestita e verificata delle banche nazionali di tutti i paesi europei - e non solo dai tedeschi - o non cambierà nulla. 

Le elezioni europee di domenica prossima sono un momento fondamentale per dare una svolta a una Europa che in dieci anni ha perso i propri valori per trasformarsi solo in un brutto affare economico: basta con un’Europa così, non è quella che abbiamo sperato!

Diamogli una spallata e ricominciamo da dove siamo partiti: dal popolo italiano!

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