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2020/04/02

#nonandràtuttobene

Sapete perché dopo la quarantena non cambierà niente?

Perché, anche adesso che medici, infermieri e personale sanitario stanno lavorando per salvarci la vita noi riusciamo ad essere egoisti e lamentarci persino perché il vicino di casa ha fatto la torta con più ingredienti della nostra torta! Ci siamo lamentati dal primo momento di questa storia!

Ci siamo lamentati della chiusura delle scuole, quando i primi a essere stati tutelati sono stati proprio i bambini e ragazzi!

Ci siamo lamentati delle restrizioni, di tutte le restrizioni e abbiamo iniziato a fare i sapientoni "ma si cosa vuoi che succeda a berci una birra insieme?" "ma cosa faccio? Non esco più di casa?" "ma cosa cambia chiudere un centro commerciale nel week end?"...

Poi arrivano i primi morti, poi gli ospedali iniziano a rischiare il collasso, poi iniziano ad ammalarsi persone che conosciamo, poi iniziamo a renderci conto che non è uno scherzo e forse chiudere le scuole non è stata poi una cattiva idea!
Ma nonostante questo riusciamo a lamentarci e a continuare ad essere più saccenti di un primario, di un presidente del consiglio, di un sindaco, di un carabiniere, di un commesso del supermercato...

Continuiamo a lamentarci perché i bambini non possono uscire, ma pensate che ci sono bambini che non escono dai reparti di oncologia per mesi perché se no rischiano di morire! Oppure se questa soluzione vi sembra troppo drastica pensate che oggi ci sono i figli dei medici e degli infermieri che non stanno a casa con le loro famiglie perché devono salvare le altre famiglie!!! I bambini soffriranno per questa situazione sì, ma per la frustrazione dei genitori non per la loro ingenuità!

Continuiamo a lamentarci perché il Papa si è permesso di chiedere a Dio la fine della pandemia? Che ti piaccia o no è un Papa e che ti piaccia o no prega, e che ti piaccia o no le persone comuni si sentono utili pregando e non devono chiedere il permesso a te per farlo!

Ci lamentiamo perché i nostri genitori sono a casa? Ci sono gli anziani soli nelle case di riposo che non possono più ricevere visite e qualcuno muore da solo...
Vi lamentate che siete chiusi in casa? Chiedete a chi una casa non ce l ha di far cambio con voi!
Ci lamentiamo che non ci sono stati dati soldi come in America? In America se non hai l'assicurazione ti lasciano morire...

Continuate a lamentarvi ma... 

Se siete a casa con le vostre famiglie, avete da mangiare un piatto di minestra o una lasagna, una stufa o un termosifone o acqua calda, avete una birra, una bottiglia di vino o acqua, siete in salute e avete Netflix, Sky, Disney +, Infinity, avete un balcone o un giardino, un libro e tutto il resto che non apprezzate smettete di lamentarvi e rompere i coglioni perché non vi rendete conto della fortuna che abbiamo in questo momento!

E non rispondete perché non mi metto a discutere con dei cretini che non fanno altro che lamentarsi! 


2020/04/01

La Trojka è realtà!




I sovranisti smemorati invocano Mario Draghi come Presidente del Consiglio di un governo di unità nazionale. L’incapacità criminale del governo PD-M5S e l’imbarazzante gestione dell’emergenza sanitaria della coppia Conte-Casalino non possono far passare in secondo piano chi è Mario Draghi e le tappe principali della sua “onorata carriera”:

· Nel 1992, come Direttore Generale del Ministero del Tesoro, prende parte all’incontro primaverile sul panfilo Britannia con alti rappresentanti della comunità finanziaria internazionale. Nel suo discorso, anticipa quanto farà in estate, con l’avvio del piano di privatizzazioni selvagge e la svendita delle principali aziende pubbliche italiane. L’ex-Presidente della Repubblica Cossiga sintetizza efficacemente la sua azione di quegli anni: “Un vile affarista, liquidatore dell’industria pubblica italiana”. I risultati della stagione avviata da Draghi li abbiamo visti al Ponte Morandi.

· Nel 2011 firma assieme a Jean-Claude Trichet la famosa lettera con cui intimava al governo italiano ulteriori privatizzazioni, la riduzione degli stipendi pubblici, l’innalzamento dell’età pensionabile, la cancellazione di diritti sociali e tutele sindacali, l’inasprimento delle tasse. Tutto ciò per “ripristinare la fiducia degli investitori”. L’operazione sarà conclusa a luglio, con il colpo di Stato con cui la BCE cessò di acquistare i titoli di Stato italiani per far schizzare in alto lo spread e costringere Berlusconi alle dimissioni, spianando la strada all’ascesa del Governo tecnico di Monti.

· Nell’estate del 2015 la BCE di Draghi destabilizza deliberatamente l’economia greca, interrompendo il supporto di liquidità alle banche e costringendo il Governo di Tsipras ad accettare le misure di austerità del nuovo Memorandum.

Siamo nel 2020, nel pieno di una gravissima emergenza sanitaria che porterà alla peggiore crisi economica del dopoguerra, Draghi si propone come salvatore della Patria. Improvvisamente il debito pubblico non è più un problema: dopo aver privatizzato i profitti bisogna socializzare le perdite per tenere a galla gli istituti finanziari e per derubare definitivamente i paesi europei della loro sovranità nazionale con l’inganno degli Eurobond.

Draghi non è l’uomo nuovo: rappresenta il potere di sempre, quello dei tagli che hanno devastato la nostra sanità pubblica, delle privatizzazioni che hanno lasciato nel degrado le nostre infrastrutture, dell’austerità che ha abbandonato alla povertà milioni di cittadini. Chi ha organizzato il problema non può presentarsi come la soluzione. Chi vuole dirsi realmente sovranista non può che rifiutare radicalmente qualsiasi ruolo di Mario Draghi per l’Italia che verrà. Chi invece appoggerà l’arrivo di un uomo della Troika a Palazzo Chigi sarà responsabile di alto tradimento allo stesso modo di chi ha votato le leggi e le riforme che hanno devastato il nostro paese negli ultimi anni.






fonte OrdineFuturo

Gli illusi e le supercazzole europeiste (di Elio Crovetto).


Parlare con il ‘senno del poi’ per quanto non sia il mio sport preferito, permette di poter commentare oggettivamente gli eventi sulla base di fatti e comportamenti avvenuti e consuntivati, pertanto, quando necessario, è utile praticarlo.
Ed è da questo presupposto che stamane riflettevo sull’Europa, ma attenzione, non sull’Europa di oggi, quella dell’emergenza Covid per intenderci, ma sull’Europa ante-Covid, quella che fino a soli due mesi fa discuteva temi comunitari fino a quel momento prioritari quali politiche economiche e Patto di Stabilità, gestione del fenomeno immigrazione, riflessioni post-Brexit, ecc.

Su quell’Europa discutibile - ed infatti discussa - molte persone tra le quali molti amici, hanno sempre ribadito l’idea Europeista auspicando - in riferimento agli aspetti più contraddittori delle politiche adottate – il miglioramento dell’Europa, la necessità di lavorare per dare peso ai pensieri ed alle necessità di paesi oggi secondari, tra cui il nostro, nell’ambito dell’attuale assetto politico e decisionale Europeo ad evidente trazione nord-europea, guidato di fatto da un solo paese leader, la Germania, da una corte di paesetti tirapiedi (Olanda, Finlandia, Estonia ecc.) e da una Francia a corrente alternata che - in funzione delle proprie convenienze – sceglie tema per tema. La Gran Bretagna aveva invece già salutato tutti e lasciato il tavolo.

Tutto questo fervore Europeista e migliorista credo nella ovvia e genuina convinzione che ciò non fosse una mera utopia, ma un obiettivo concreto e realizzabile, che passava – necessariamente – per una supposta consapevolezza dei paesi leader della necessità di un cambiamento e – soprattutto - per la loro disponibilità allo stesso.

Ipotesi queste peraltro non campate in aria, evincibili tutto sommato da un vento, o meglio, una brezza leggera che sembrava soffiare in direzione diversa dopo clamorosi ed oggettivi fallimenti come la Brexit o la gestione della crisi Immigrazione, un vento fatto dalle diverse dichiarazioni più o meno ufficiali, dalle interviste, dalle asserzioni di solidarietà, dai tanti bla bla che puntualmente spuntavano da Bruxelles e riempivano tv, giornali e social ad ogni acuirsi di crisi.
Ma come si dice “Dal dire al fare c’è di mezzo il mare” e difatti, fino a Marzo 2020, sono rimaste solo parole, ricche di spirito Europeista, di fratellanza blustellata, di tante speranze, ma sempre e solo parole.


Poi è arrivato il Covid-19.

Come uno tsunami poderoso, annunciato ma largamente sottovalutato, è entrato a gamba tesa in Europa, falcidiando in pochissime settimane i sistemi sanitari e le economie dei paesi EU, ed in particolare ha colpito di più i paesi meno virtuosi, i poveracci insomma.
Ha ingenerato una crisi umanitaria/sanitaria/economica senza precedenti, la cui portata è incommensurabilmente più grande di tutte le altre fino ad ora affrontate dall’Europa, una crisi che – proprio in virtù della sua portata e della veemenza - non ammette tentennamenti né tanto meno ammette errori.

Quello che per il teatrino Europeo proprio non ci voleva: una crisi anti-supercazzole.
Eggià, il Covid-19 non lo si vince con le dichiarazioni, parole o promesse, ma lo si vince con i “fatti”, e al contempo non lo si può vincere un domani più o meno lontano, ahimè lo si deve vincere “ieri”.
Ecco qui che cade la maschera, in questo caso né chirurgica né FFP3 (quelle se le sono tenute ben strette), cade invece la maschera dell’ipocrisia Europea, dell’Europa che comanda, con il Covid-19 le parole si sciolgono come neve al sole di Agosto e rimangono solo i fatti. Ed i fatti li conosciamo tutti, non serve nemmeno ripeterli.

Ma non voglio scendere nel merito delle iniziative “comunitarie” di gestione del Covid, sulle quali credo di aver espresso più che palesemente la mia opinione, come detto all’inizio voglio rivolgermi agli illusi Europeisti, a chi aveva davvero creduto alle supercazzole che sono state raccontate dopo la Brexit, dopo la crisi Immigratoria ecc, li invito ad uscire dal torpore e a guardare i fatti, a riconoscere CHI SONO i nostri interlocutori in Europa e quello che realmente FANNO e non le supercazzole che ci raccontano per farci contenti.

Se non fosse arrivato il Covid-19 chissà per quanti anni ancora vi avrebbero illuso.
Una propaganda fatta così bene che sono arrivati al punto di farvi teorizzare che è grazie all’Unione Europea se da 75 anni non ci sono guerre in Europa… peccato che l’UE esista solo dagli ultimi 27 e - in particolare - esiste solo da 19 come unità monetaria e che all’interno di questo periodo, in nome del rigore fiscale, ha inginocchiato senza pietà paesi come la Grecia (paese cavia in questo senso, ed i prossimi siamo noi) e dato fiato al ritorno degli estremismi e sovranismi come mai accaduto nei precedenti 50 anni ante UE.

Una propaganda pacifista strombazzata da quegli stessi pulpiti che nella prima metà del secolo scorso (e non parlo di duemila anni fa) hanno causato due guerre mondiali e 92 milioni di morti, di cui 6 milioni nelle camere a gas.

Cari amici illusi e necessariamente disilludendi, mi ricordate tristemente la scena iniziale del film “SOBIBOR”, nella quale gli ebrei venivano fatti scendere da un elegante treno passeggeri ed accolti dai nazisti nel campo di sterminio con tanto di corteo di accoglienza, sorrisi e musica, per poi venire suddivisi con ragionevoli motivazioni tra quelli che sapevano lavorare legno e metalli e gli altri, dopodichè, questi ultimi, e sempre con ragionevoli parole, venivano convinti a lasciare cose e vestiti per fare una bella doccia, proposta accolta a braccia aperte dagli inconsapevoli ed illusi protagonisti.

Una doccia senza ritorno però.

Cari i miei amici illusi e disilludendi vostro malgrado, la storia insegna a capire CHI E' IL VOSTRO INTERLOCUTORE, anche in quel caso è cominciata con le parole e sorrisi, la deportazione con i carri bestiame, i “Güterwagen”, è avvenuta solo dopo.