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2013/10/25

EU rovina d'Italia

Lo "stato di eccezione" è uno dei concetti chiave della dottrina politica di Carl Schmitt (1).
Si contrappone allo stato di diritto, perché si configura come una situazione in cui il diritto è sospeso. Una situazione di emergenza,di necessità temporanea in cui il potere costituito sospende il diritto una sospensione del diritto quindi legalizzata. 

Da chi?

Sovrano è colui che decide sullo stato di eccezione nel senso che decide se sussiste lo stato di eccezione e che decide cosa si debba fare per superarlo. E chiaro che l'eccezione fa emergere, in tutta la sua forza, la prevalenza (temporanea) del politico sul giuridico, lo Stato sospende il diritto, per volontà e necessità di autoconservazione. Non occorre dire che questo concetto di stato di necessità, travalicando certi limiti che lo giustificano, può diventare molto pericoloso per lo stesso Stato di diritto e per i suoi cittadini. Questo "stato di eccezione", o meglio il suo stravolgimento, è quello che viene costantemente evocato (e applicato) da due anni a questa parte dall'Europa usuraia, il vero sovrano che decide cosa fare e che pone una discutibile (per non dir falsa) eccezione come una regola generale, con la pretesa di identificarla come normalità giuridica.

Stato di eccezione che consente agli usurpatori della sovranità di decidere e imporre quanto vogliono per la loro sopravvivenza, e non certo quella dello Stato privato della sovranità e guidato da meri esecutori di questa sciagurata e distorta visione politica.

Insomma, paradossalmente, siamo in presenza di entità mitologica, un obbrobrio giuridico e politico, la UE, che non è uno Stato, né una federazione di Stati ma in pratica una consorteria finanziaria e affaristica basata su una moneta truffa e che, oltre a confiscare la sovranità, decide pure quale sia l'eccezionalità e quanto deve durare a salvaguardia dei propri interessi, completamente diversi e contrari a quelli dei popoli che tiranneggia. Infatti questa sospensione molto poco temporanea del diritto che giustifica ogni illegalità, può configurarsi come vera e propria dittatura.

La Commissione Europea è l’esecutivo politico di questo cartello usuraio, non siamo noi a eleggerla, è lei che dispone i progetti di legge e non il parlamento europeo, che può solo approvarli. Commissione Europea non eletta dal popolo e che non può nemmeno essere destituita. Per giustificare l'illegalità, l'UE ha costantemente usato l'argomentazione dello "stato di necessità " (su cui si fonda lo "stato d'eccezione"), che autorizza a sospendere la costituzione. Non la sua, dato che non esiste....ma quella dei singoli membri. Lo stato di necessità è dettato dall'imperativo di salvare il sistema oligarchico. Ciò significa che le elezioni vanno evitate a tutti i costi e che il golpe avviato con la nomina di Mario Monti deve proseguire, per assicurare che gli italiani si immolino per salvare l'euro, cioè gli interessi dell'oligarchia e il loro strumento di potere, l'euro appunto.

Nell'estate del 2011, l'UE ha creato uno stato di necessità per l'Italia manipolando il valore dei suoi titoli di stato. La BCE ha prima lasciato cadere i titoli, è quindi intervenuta successivamente per acquistarli al fine di sostenere il governo Monti.

Si ripeterà il giochino con Letta?

È questo che Draghi ha discusso nella cena delle trame? Il suo annuncio al Parlamento Europeo che la BCE è pronta a un'altra mega-iniezione di liquidità per le banche (LTRO) ha a che fare con questo? (2)
Che ha chiesto Draghi in cambio ai suoi commensali? Il Financial Stability Assessment del FMI per l'Italia, rilasciato il 27 settembre, raccomanda l'applicazione del bail-in (prelievo forzoso) per soccorrere le banche italiane. 
Oppure si è limitato a sollecitare le privatizzazioni, in famoso "stile Britannia"?
Intanto questa è  la “ricetta” avanzata dall’élite finanziaria mondiale  tramite i banditi FMI, che nella settimana della crisi-burla ha recapitato a Roma un dossier di 300 pagine in cui il braccio armato della Troika prevede l’imminente fallimento del nostro paese, prenotandone la resa: cessione dello Stato a prezzi di realizzo, smantellamento di quel che resta del welfare, ulteriore compressione degli stipendi. L’Italia deve “costare” meno. Meno soldi per salari, pensioni e servizi, mettendo mano alle “riforme strutturali” neoliberiste sul tavolo di Letta, Alfano e Saccomanni, cioè la “squadra” messa insieme da Napolitano, uno dei principali scafisti degli usurai.

La nostra rovina, infatti, è l’Europa dell'euro nella quale ci hanno traghettato gli scafisti dell’oligarchia sinistroide. La cricca affaristica che si spaccia per “sinistra” ha saputo solo provvedere agli interessi usurai (e suoi) con leggi “ad partes” e appoggiare criminali frange economiche mondiali, veri campioni di vampirismo economico sociale, tipo Bilderberg e Trilateral, di cui molti di questa "sinistra" fanno e han fatto parte e nella quale non è mai entrata per esempio la destra, stranamente esclusa da un'organizzazione fantasma che tiene le fila in nome di una apparente giustizia sociale che evidentemente non è.

E così, tornando all'amena cenetta a casa Scalfari, troviamo Draghi, Letta e Napolitano, tutti membri del "più Europa oligarchica" e meno democrazia per i popoli . Subito dopo il picnic, la Pizia Eugenia ha impartito gli ordini di marcia in un accorato sermone sul tazebao del bancarottiere e evasore, nonchè massone De Benedetti. Dopo aver sentenziato in puro stile fascio illuminato che "la massa non fa progressi", frate Eugenio lancia l'allarme: si sta cercando di mettere in discussione "l'esistenza dello stato di necessità" che giustificò il governo UE  di Mario Monti prima, e di Enrico Letta poi. C'è il rischio che Letta sia costretto da ricatti vari (e di Berlusconi...questo non può mancare mai...) a adottare una politica di anti-austerità, anti-euro.


 Ma, conclude lo squadrista: Letta, Napolitano e Draghi "sono i nostri tre punti di forza, che hanno l'Europa come obiettivo preminente per l'avvenire di tutti. Se questa realtà è chiara, occorre operare, ciascuno nell'ambito delle sue competenze, affinché si realizzi”. 
Capito....?!?! Quest'altro scafista sinistrato, laureato in fesserie filosofico politiche e delirio di onnipotenza? Questi sarebbero i tre punti di forza (più lui naturalmente), invece degli affossatori della Repubblica Italiana che sono in realtà!! Tre diversi gradi di servitù, pardon quattro, con la Pizia... quel Scalfari che come pennivendolo sta nel gradino più basso e vergognoso.

E così abbiamo trovato un altro predicatore dello "stato d'eccezione" che deve proseguire per l'avvenire di tutti i suoi amici oligarchi, magari rendendolo definitivo e abolendo qualsiasi Costituzione. Il sol dell'avvenire scalfariano!
Nella vecchiaia malvissuta manco senatore a vita, poverino, si è tanto prodigato in lecca lecca presidenziali! Sembra rinascano i furori giovanili, ma è solo fuffa, conformismo, leccaculismo a fin di male, puro confronto dettato dal bisogno i emergere a quel mare di merda ove, nonostante tutto, è riuscito a cacciarsi da solo.
Fascista era e tale é rimasto anche se fa finta di essere dell'opposta fazione.

Ma un fascista poco aristocratico (come a lui piacerebbe), bensì arrampicatore, e opportunista lo è sempre stato, pure durante il periodo bellico, e come sappiamo, anche dopo. Sempre bene ricordarlo ai tartufi del foglio vespasianeo dell'Inquisizione Scalfariota (lettori compresi). Scriveva  il Vate Fochettaro in preda stavolta al leccazampismo: 

"Noi siamo pronti a marciare, a costo di qualsiasi sacrificio, contro tutti coloro che tentano di fare mercimonio della nostra passione e della nostra fede. E ancora oggi è la stessa voce del Capo che ci guida e ci addita le mete da attingere. Gli imperi quali noi li concepiamo sono basati sul cardine di razza escludendo perciò l'estensione della cittadinanza da parte dello Stato Nucleo alle altre genti".

Bravo, bis! Non male, rispetto a oggi! Anche questo lo mettiamo nel cocuzzaro di tutti quegli intellettuali di sinistra (dopo) che si facevan le ossa qualche anno prima, gridando W il Duce. Eccoli qui i novelli riformisti attenti alle purghe all'olio di ricino e al portafogli, possibilmente sempre pieno di dollari, gli euro sono per i poveri.
Lasciamo ora questo sussiegoso e vecchio avanzo da "sotto tutte le bandiere " ora quella dell'Europa usuraia, era tanto per far capire chi ne sono certi difensori.

Tornando a bomba, in realtà gli usurai della Ue e i loro esecutori italioti, hanno continuamente bisogno di agitare questo straccio della "situazione di eccezione" e di "necessità", in una sorta di continuo terrorismo mediatico.
Ciò che infatti temono, insieme ai loro servi, è che il sentimento anti austerità nella popolazione italiana possa sfociare in un definitivo voto anti-euro in caso di nuove elezioni (già in Francia e altri paesi è una certezza), e ancor di più che la protesta sfoci in aperta guerriglia, ciò che non gioverebbe alla loro causa, basata sulla mistificazione e sull'accettazione passiva delle popolazioni. Questo timore è ben esplicitato, tra gli altri, dalle parole del giullare europeo Letta:

"Rischiamo i avere il maggior Parlamento europeo "anti europeo" di sempre. Il grande rischio è che il 25% del Parlamento europeo sia composto da movimenti anti euro o anti Europa". "La crescita del populismo è oggi il primo problema sociale e politico. Combattere il populismo è una missione oggi in Italia e negli altri Paesi"

Non voglio nemmeno commentare queste fesserie, ormai è talmente abituato a dirne tante. Reprimere tali rivolte, stante il clima a loro generalmente ostile (nonostante gli accaniti sforzi dei pennivendoli per dissimularlo), sarebbe un colpo mortale alla loro finta immagine a favore dei popoli e non farebbe altro che incrementarle.

Coraggio italiani, il fronte antieuro si va via via incrementando in tutta l'Europa dei popoli, facciamo la nostra parte e cacceremo tutti questi profittatori, sguatteri compresi.

Note:
(1)  -  Lo Stato di eccezione è uno dei concetti chiave nell'ontologia politica di Carl Schmitt. Partendo da concetti primordiali come terra, mare, amico, nemico, egli arriva poi alle differenze tra legalità e legittimità e correla strettamente la sovranità con lo stato di eccezione. Da alcuni punti di vista lo stato di eccezione si contrappone allo stato di diritto, perché si configura come una situazione in cui il diritto è sospeso. D'altro canto esso tende a situarsi in una posizione intermedia tra lo stato di natura e lo stato di diritto, assumendo un aspetto pre-giuridico. 

Questa situazione in cui il potere costituito sospende il diritto è sotto certi aspetti speculare al diritto di resistenza altra situazione in cui legalità e legittimità si differenziano, però a favore del popolo e non del potere costituito. Lo Stato d'eccezione anche noto come "Stato totale per energia", si contrappone allo Stato totale per debolezza a cui Carl Schmitt faceva riferimento come Stato creato dal compromesso liberal-democratico, ritenuto incapace di decisione politica, di sovranità, pur occupandosi di ogni ambito della società. Lo Stato d'eccezione si configura come soggetto politico che deve avere e pretendere per sé il controllo totale di ogni ambito della società (Stato che Schmitt vedrà realizzato nel Terzo Reich).

Doveva basarsi su tre punti: Popolo (diviso per ordine razziale); Partito (manifestazione dell'energia politica vitale del popolo appartenente a quello Stato); Stato (ambito formale in cui si dà l'ordine concreto). Il concetto è stato ripreso in tempi recenti da Giorgio Agamben in un libro omonimo, in cui analizza tale stato come un vuoto giuridico, una sospensione del diritto paradossalmente legalizzata (un ius-stitium che è differente dalla dittatura). Egli trova lo stato d'eccezione molto diffuso nella realtà di oggi.

(2) - A pezzi anche il nostro sistema bancario: sta ancora in piedi solo grazie ai finanziamenti della Bce di Draghi, che però non dureranno all’infinito. Sempre il FMI spiega che i bilanci delle banche stanno diventando insostenibili per via del crollo del valore degli immobili detenuti come garanzia, mentre i crediti non esigibili da aziende e privati sono arrivati a 140 miliardi di euro, cifra che rappresenta il 10% del Pil.

2013/10/18

Uno stivale in soffitta


A quale prezzo?
Leggo sul web che la scorsa settimana “Striscia la Notizia” (non la RAI) ha portato le proprie telecamere in una località della Puglia dove diverse decine di lavoratori bulgari sono impegnati stagionalmente per la raccolta dei pomodori e di altri prodotti agricoli. Il servizio ha mostrato le condizioni in cui vivono questi lavoratori comunitari (ma loro lo sanno i essere comunitari?) che sono non solo fatiscenti ma direi putride: senza servizi igienici, in catapecchie tirate su alla meglio, senza acqua corrente e senza un minimo di igiene, tra escrementi, topi  e rifiuti. Uno sfruttamento vergognoso.



Viene da chiedersi se in quella località non esista un sindaco, un responsabile della polizia urbana, una ASL, un ufficio provinciale del lavoro, un comando dei carabinieri o dei NAS, una questura, dei controlli. Arrivano tranquille le telecamere dove le autorità locali non vedono, non sentono, non sanno. Strano – però - visto che da noi i controlli invece sono quasi fanatici, meticolosi, pronti a sanzionare la più piccola irregolarità: perché queste palesi differenze nell’applicare la legge?

Non solo: in Toscana, a Prato, nessuno controlla centinaia di aziende cinesi irregolari e che notoriamente operano “in nero” semplicemente perché i funzionari addetti al controllo sono stati pesantemente  minacciati durante le ispezioni, nessuno li ha difesi e così adesso tutti si rifiutano di andarci. Anche qui, perchè - prima di affrontare i massimi sistemi - non si risolvono concretamente questi e tanti altri esempi di MANCANZA DI EQUITA’ E LEGALITA’? Perché neppure si dimostra la volontà di applicarla in modo corretto? Questi sono argomenti che potrebbero essere materia da sottolineare e da denunciare a tutela degli imprenditori seri non solo del Nord con potenziali ed evidenti consensi.



E per restare in argomento perché non trattare anche quello che succede in tv? 
Lo sappiamo tutto che sono tempi duri, durissimi, evidentemente non per tutti. Lo scazzo con Brunetta di domenica scorsa ha fatto scoprire a molti teleutenti che Fazio per le sue apparizioni a “Tempo che fa” prenderà dalla RAI nel prossimo triennio “solo” 5,4 MILIONI di euro e – previdente – si è già fatto rinnovare il contratto in anticipo visto che l’attuale scadrebbe solo a giugno 2014. La politica costa e che Fazio faccia politica in TV non si discute visto il taglio che spudoratamente dà alle sue trasmissioni oltre a guadagnare a titolo personale l’equivalente di più di 10 parlamentari oltre che poi recuperare anche tramite le società che “producono” i programmi. 


Non è il solo: per aggiudicarsi il comico Maurizio Crozza la RAI – che ha un bilancio già in rosso - sarebbe pronta a spendere 25 milioni (cinquantamiliardi delle vecchie lire, svalutate finché volete ma sempre tante), altro che tagli. Non capisco perché se ci devono essere dei tetti alla spesa pubblica, allo stipendio di manager e dirigenti pubblici (limiti giustissimi) poi si nascondano e si permetta di sforare in modo così plateale i limiti e il buongusto per veri o presunti “big” che altrettanto platealmente buttano in politica (ovviamente tutta a sinistra) le loro trasmissioni senza che nessuno alzi un dito a protestare. 

Dormono il centro-destra, i garanti, la commissione di vigilanza. Ma Fazio, Littizzetto e compagni sono coccolati perché utili alla sinistra e ringraziano adottando una tattica ormai collaudata.  Non solo hanno infatti il controllo e il monopolio di quasi tutti i talk-show, ma il taglio stesso alle interviste, la scelta degli ospiti, il metodo di usare latte e miele quando ad essere intervistato è un “sinistro” e continuamente interrompere se c’è un avversario permettono così alla sinistra di dribblare ogni “par condicio” e (sempre a spese del servizio pubblico!) farsi pubblicità elettorale a breve e a medio termine dipingendo per simpatico od antipatico o addirittura come cretino qualsiasi interlocutore. 

Non capisco perché il centro-destra non si accorga che anche così sta perdendo (come sempre)  la “guerra delle parole” . D'altronde proprio il centro-destra ha le sue responsabilità: per 20 anni ha potuto dire la sua sulla gestione RAI, ma oltre che a sistemare attricette, di quella presenza “politica” che cosa è rimasto a livello di informazione? Il datato “Porta a Porta” e poi nessun equilibrio visto che Rai 3 è infeudata a sinistra da sempre e anche le due altre reti RAI si inchinano a quella parte. Comunque un comico c’è ed andrebbe mandato in onda: è il direttore generale della RAI, Gubitosi, che giudica quella di Fazio una informazione “trasparente, seria e di altissima qualità”. 

Balle, direttore, Fazio è di nome e di fatto semplicemente fazioso e non si dovrebbe avere l’impudenza di dire “che porta introiti e pubblicità” perché questo può valere per Mediaset che non costa un centesimo al telespettatore, ma non per la RAI che dovrebbe essere imparziale visto che fa pagare un canone a tutti i telespettatori, compresi quelli che vorrebbero disdettarlo ma non possono farlo per legge (altro sopruso) e sono schifati da questa scorretta conduzione di quello che viene venduto per “servizio pubblico”.

2013/10/15

Povera Italia!

Povera Italia, anche Garibaldi se ne vergognerebbe!


Ma è vero che l’Italia sia in crisi e gli italiani alla canna del gas? 

Un amico mi scrive a proposito di un viaggio che ha compiuto in quell'Italia che ama alla ricerca di emozioni. Mi racconta che ha viaggiato nell’Italia centrale e si è stupito nel vedere alberi da frutto con mele e pere per terra perché nessuno le ha raccolte, così come fichi, noci, zucche e molti ulivi ma soprattutto pomodori. 

Distese infinite di campi di pomodori che cominciavano a marcire perché nessuno li ha raccolti. Milioni di frutti sprecati dopo che le piante sono state pur piantate e concimate giungendo regolarmente a maturazione. Il mio amico allora si è informato, voleva sapere per quale motivo tutto quel ben di Dio veniva lasciato letteralmente marcire senza essere raccolto, mancava forse la manodopera? Assolutamento no, la manodopera gli dicono che è abbondante, la risposta è stata comunque sconcertante: “Non ha più senso raccogliere i pomodori: le industrie di trasformazione importano pomodori dalla Cina a prezzo così basso che ci costerebbe di più raccoglierli rispetto al prezzo che potremmo spuntare, quindi perdiamo di meno a lasciare marcire tutto”. 

Quando Fidel era in auge, a Cuba la gente era precettata a raccogliere canna da zucchero, così come nell’Europa dell’est gli studenti passavano alcune settimane l’anno a lavorare nei campi (anche in Australia al giorno d'oggi, gli studenti con il WHV devono spendere obbligatoriamente un periodo di lavoro in campagna per sperare di rinnovare il visto per un anno ulteriore). Noi italiani siamo diventati così “poveri” e assurdamente scemi da essere incapaci da imporre a livello comunitario di mettere un minimo di dazio per limitare le importazione cinesi e così distruggiamo mercati, agricoltori, filiera a chilometro zero ecc.ecc. che poi la stessa Europa in parte “risarcisce”. 

Ma almeno si mettesse un cartello sulla strada: “Servitevi pure, è tutto gratis...-“. E’ comunque osceno questo spreco, assurdo, anche se forse - se fossi ancora ragazzo - avrei già concordato per raccogliere case di pomodori vendendole a prezzo bassissimo alla gente della zona (non all’industria) pur di raggranellare qualcosa. Una volta si sarebbe fatto senza problemi, oggi probabilmente ASL e leggi lo impedirebbero ma anche per questo evidentemente in Italia - pur con una generazione di disoccupati dichiarati - non interessa a nessuno. 
L'evoluzione dell'Homo Italicus.
Il prossimo ventennio come lo raffigureremo?

Il testo che segue è di una canzone di Franco Battiato, scritto nel 1991, attuale come non mai. Verrebbe da dire che il nostro Paese non cambia mai e gli armadi si riempiono di scheletri che nessuno riesce a scoprire. 






Povera patria (cliccate sul titolo per ascoltare la canzone)
(da "Come un cammello in una grondaia", 1991)

Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere
di gente infame, che non sa cos'è il pudore,
si credono potenti e gli va bene quello che fanno;
e tutto gli appartiene.
Tra i governanti, quanti perfetti e inutili buffoni!
Questo paese è devastato dal dolore...
ma non vi danno un po' di dispiacere
quei corpi in terra senza più calore?
Non cambierà, non cambierà
no cambierà, forse cambierà.
Ma come scusare le iene negli stadi e quelle dei giornali?
Nel fango affonda lo stivale dei maiali.
Me ne vergogno un poco, e mi fa male
vedere un uomo come un animale.
Non cambierà, non cambierà
sì che cambierà, vedrai che cambierà.
Voglio sperare che il mondo torni a quote più normali
che possa contemplare il cielo e i fiori,
che non si parli più di dittature
se avremo ancora un po' da vivere...
La primavera intanto tarda ad arrivare.

22 anni dopo scopriamo con dispiacere che non solo non è cambiata, ma è pure peggiorata.


Reato di clandestinità?


Ancora morti nel mare di Lampedusa e l’annuncio della ministro Cecile Kyengie che – sotto l’ondata della commozione e della solita perdurante demagogia - verrebbe presto soppresso  il “famigerato” reato di immigrazione clandestina. Sarebbe questa una vera sciocchezza, come quell’ammalato che aveva la febbre e frantumò il termometro per non farsela provare. La legge Bossi-Fini è in buona parte superata perché sono cambiati i termini del problema, ma soprattutto perché non è mai stata concretamente applicata in mancanza di mezzi, volontà, organizzazione, certezza degli atti impugnati da mille TAR. Credo che dare in futuro  il “liberi tutti” sarà un disastro per il nostro paese (e una gioia per gli scafisti) moltiplicando gli sbarchi con la speranza che l’Italia sia solo una tappa di transito verso l’Europa da parte dei disperati che giungono dall’Africa, peccato che poi non riescano nemmeno a passare le Alpi, a differenza di Annibale non dispongono nemmeno di elefanti. 

Credo sarebbe invece molto più logico applicare meglio e più velocemente il diritto di asilo, dare nuove dimensioni ai flussi di ingresso, snellire la trafila per la carta di soggiorno. presidiare i porti di partenza e non chiedere tanto i soldi all’Europa (che in parte ce  li dà già) ma applicare un identica normativa in tutta la UE. Da ultimo faccio notare che in Italia arrivano in massa dall’Africa soprattutto somali ed eritrei, ovvero da nostre ex colonie. Ma se ogni paese europeo “adottasse” in qualche modo i propri ex territori coloniali - o per lo meno avesse maggior senso di responsabilità e impegno verso quei governi-dittatura ristabilendo laggiù un minimo di pace e giustizia  - parte dei problemi non sarebbero gestiti meglio e risolti alla fonte, soprattutto per aiutare quei cittadini che scappano dal caos e dalla guerra?

Ps: lettori, vi siete ricordati di dare una mano concreta alla Caritas? 

2013/10/07

Il pasticcio degli F-35


Leggo sul web, vivendo all’estero è l’unico sistema per tenermi aggiornato dei fatti italici, e ascolto, sempre sul web, interviste a vari esponenti politici, anche del Movimento 5 Stelle, i cosiddetti Grillini – mi si perdoni il termine – dove tutti, in particolare gli ultimi, parlano e a sproposito del contratto di acquisto degli F-35 bollandolo come un affare inutile. Evidente la notevole demagogia di questo movimento politico, nonostante tutto, che si arroga il diritto di decidere sulla base di carta, penna e calcolatrice, cosa possa essere meglio per gli italiani o no.

La questione degli F-35 non esiste, vi stanno imbrogliando tutti, mettono sul piatto presunte spese che dovremmo sopportare da qui al 2035 e vi inducono a pensare che potremmo risparmiare quei soldi magari investendoli in asili nido.

Andiamo con ordine. GLi F35 andranno a sostituire aerei militari da caccia, ricognizione, sorveglianza dello spazio aereo e vari altri ruoli in servizio attualmente alle forze armate quindi Aviazione e Marina. Gli aerei che sostituiranno sono principalmente i Tornado MRCA e gli AMX, sostituiranno anche gli Harrier che sono obsoleti e gia' alienati dalla Aviazione della Marina Militare. A questi poi si aggiungono gli F16 che l'aviazione militare ha preso in leasing negli USA e che prima o poi dovra' restituire. Tutti questi aerei (sono circa 210) sono monoruolo o, come nel caso del Tornado MRCA, multiruolo, ma troppo vecchi. Il Tornado infatti risale al 1974 (primo volo), concettualmente il progetto era dei primi anni 60, quindi vecchio e pericoloso, non adatto a contrastare adeguatamente gli aerei del nemico.

Di cosa stiamo parlando dunque? Il Lockheed Martin F-35 Lightning II o Joint Strike Fighter-F35 è un cacciabombardiere di 5ª generazione monoposto, a singolo propulsore, con ala trapezoidale a caratteristiche stealth e capacità multiruolo, utilizzabile per ruoli di supporto aereo ravvicinato, bombardamento tattico e missioni di superiorità aerea. Caratteristiche stealth significa invisibile dai radar, un caccia che la nostra Aeronautica militare non ha mai posseduto (e forse nemmeno sognato).

Ricordo a chi mi legge che l’Italia ha “tenuto” in servizio per 46 anni dopo il primo volo, l’F104 Starfighter, un caccia intercettore che noi utilizzavamo in particolare per la sorveglianza dello spazio aereo anche se non era quello il motivo per cui erano stati progettati. L’USAF (United States Air Force) ha radiato l’F104 nel 1969, l’Aeronautica Militare italiana si è decisa solamente nel 2004 dopo si erano resi conto che mantenerli operativi e in volo sarebbe costato molto di più che sostituirli con un nuovo tipo di aereo, l’F35 appunto. L’F104 era anche chiamato dagli addetti ai lavori “bara volante” o “fabbrica di vedove” a causa dell’alto numero di incidenti, oltre il 30%, con punte del 50%, che subirono quegli aerei in tutti i paesi dove furono utilizzati Italia compresa.

Sono sicuro che a qualcuno quello che ho scritto non piacerà e io non sarò contento anche se costretto, poiché le mie sono opinioni personali, a accettare ogni critica meglio se sostanziale e non sterile.

Per quale motivo l'acquisto degli F35 dovrebbe essere annullato?

Per nessuna vera ragione che non fosse quella, ma è solo una scusa, di risparmiare tredici miliardi di euro. Badate bene che quei tredici miliardi sono un valore altamente aleatorio poiché non si tratta di tredici o quattordici oppure dodici ma, per ora, di 155.5 milioni di dollari per aereo, quindi moltiplicato per 90 aerei porta il totale a 13,995 milioni di dollari equivalenti, a valore di cambio attuale a circa 10,311 milioni di euro.

Che andranno pagati grossomodo in venticinque anni, da qui al 2034.

Facciamo due calcoli?

10,311/25 (perche' 25? Perche' due anni sono gia' trascorsi) fanno circa 412 milioni annui circa. Anzi saranno ancora meno perche' nei primi 3 anni e' previsto un pagamento totale di 2 miliardi di dollari/1,473.5 miliardi euro di cui 1 miliardo di dollari già pagato. La differenza sara' versata in rate uguali negli anni a seguire, grossomodo seguendo le consegne degli aerei.

Adesso prendiamo in considerazione la costruzione degli aerei, in tutto il programma prevede la costruzione di circa 1800 aerei, l'Italia ne assorbira' come si e' detto 90 anche se l’ordine iniziale era di 131 e non è detto che poi ne arriveranno solo 90 ma se ne parlerà in seguito, la parte del leone la fanno gli USA. Oltre agli Stati Uniti, principale cliente e finanziatore, partecipano al progetto e hanno contribuito anche Regno Unito, Italia, Paesi Bassi, Turchia, Australia e Danimarca.

Come abbiamo saputo dai media il Canada e la Norvegia hanno rinunciato all’acquisto dei caccia. Le motivazioni sono diverse, entrambe le nazioni giustificano la scelta attraverso i differenti impegni strategici, oltre che economici, nel loro ambito. Che significa? Il Canada ha stipulato da diversi anni un patto di mutuo soccorso con l’ingombrante vicino, gli USA che provvederanno a difendere il popolo canadese in cambio di denaro fresco e contante (sono illazioni, in effetti non se ne conoscono i termini), la Norvegia considera di essere indubbiamente lontana dallo schacchiere caldo europeo, quel mare Mediterraneo sul quale si affacciano Italia e Turchia ai quali gli aerei serviranno sicuramente visti gli equilibri costantemente in discussione sia nella regione europea orientale che nord africana.

I costi totali sono stimati in più di 40 miliardi di dollari (coperti in gran parte dagli Stati Uniti), mentre l'acquisto dei 1,800 esemplari previsti è stimato in ulteriori 200 miliardi di dollari. Le, a questo punto, sette nazioni partner principali prevedono di acquistare più di 1,400 esemplari entro il 2035.

E torniamo all’Italia e ai detrattori dell’F35 Lightning. Come pochi sanno e forse nemmeno immaginano, nessun Paese può dare per scontata la propria sicurezza. Uno Stato debole e inerme corre sempre il rischio di essere aggredito o ricattato da chiunque sia pronto a fare uso di qualsiasi mezzo per raggiungere i propri fini. La migliore polizza, per chi può permettersela, è una forza nazionale bene armata e bene addestrata con un forte grado di autonomia. Ma vi sono Paesi di media grandezza che non possono o non vogliono adottare questa soluzione. Per ragioni storiche, finanziarie e culturali (un diffuso pregiudizio antimilitare della propria opinione pubblica) l’Italia appartiene a questa categoria e ha scelto, sin dall’inizio della guerra fredda, di affidare la propria sicurezza a una alleanza guidata dalla maggiore potenza militare del mondo. 


Ma neppure le alleanze sono gratuite. Per garantire la propria sicurezza l’Italia ha concesso agli Stati Uniti una parte del proprio territorio e si è impegnata a assicurare, in caso di necessità, un contributo proporzionato alle proprie dimensioni e possibilità finanziarie. Non è tutto. Mai la parola «pace» è stata pronunciata con tale frequenza e altrettanto fervore. Ma le armi restano, nonostante tutto, l’ultima «ratio regum », l’ultimo argomento dei sovrani; e l’influenza politica di uno Stato dipende ancora dalla sua capacità di buttare sul tavolo, al momento opportuno, la propria forza militare. Ne abbiamo avuto la prova in Somalia, in Kosovo, in Afghanistan, in Libano, in Lybia e eravamo vicini anche in Syria. 

L’invio di un corpo militare è il biglietto d’ingresso che l’Italia ha pagato per sedersi al tavolo della diplomazia. Qualcuno potrebbe osservare che i risultati raggiunti sono stati modesti, se non addirittura insignificanti, ma nessun Paese che abbia un benché minimo orgoglio e non abbia perduto di vista l’interesse nazionale può restare indifferente di fronte alla possibilità che una soluzione politica, nelle aree a cui è interessato, venga presa a sua insaputa.

Ancora una osservazione. Piaccia o no i maggiori progressi tecnologici sono oggi collegati al mercato della sicurezza. Niente aguzza l’ingegno umano quanto la necessità di evitare le insidie del nemico. Ora che ha superato le numerose difficoltà sorte durante la sua fabbricazione, l’aereo F35 conterrà uno straordinario numero d’innovazioni, anche pacifiche; e i primi a servirsene saranno quelli che lo avranno comperato.

Il mio sogno è una Europa geografica neutrale, una «grande Svizzera». Sono dunque in contraddizione con me stesso? Non credo. La neutralità (chiedetelo alla Svizzera e alla Svezia) è una scelta credibile soltanto quando può essere difesa con le armi.