<bgsound loop='infinite' src='https://soundcloud.com/sergio-balacco/misty'></bgsound>

pagine

2013/08/04

Osservando


Leggere è come pensare, come pregare, come parlare con un amico, come esprimere le proprie idee, come ascoltare le idee degli altri, come ascoltare buona musica degli Eagles (oh sì), come ammirare un bel panorama, come spendere il proprio tempo libero passeggiando nella brughiera.  

Leggere, guardare, osservare, spiare, vedere. Per questo servono gli occhi. Osservando quello che succede attorno a me scopro che la gente guarda e non capisce oppure capisce ma guarda senza alcuna espressione e così pensi che non comprende, non afferra perché tu sei così come sei. 
Qui è mezzanotte e sono solo a sei ore di distanza dalla città dove vorrei trascorrere delle ore serene in compagnia dei miei cari, ergo non sono solo qui, loro sono con me, mi piacerebbe essere li invece che qui. 
Nessun dubbio su questo. 

Aaah, l’estate. Un momento di relax, dormire, uscire, prendendosela comoda. Un tempo in cui gli orari vanno fuori dalla finestra e gli obblighi sono al minimo. Un tempo in cui un panino e un frutto passano facilmente per un pasto e i bambini hanno bisogno di niente di più di un cortile e un paio di amici per renderli felici.

Quest'anno (e anche l'anno scorso, a dire il vero ma per altri motivi), l'estate è stata, almeno fino a questo momento, una grande delusione. Non è che non sia stata estate. È che il clima è stato inclemente, prima caldo, caldo e poi freddo e freddo e pioggia e grandine e di nuovo caldo e poi freddo e così non abbiamo potuto godere della nostra piscina e quando è successo mi sono rotto il naso, bello scemo direte voi, ma son cose che succedono eppure.... Eppure mi sono stressato dalla frenesia di completare i lavori in corso, come se avessi lavorato tutta l’estate lontano dalla mia famiglia. E invece eccoci qui, a fissare agosto sul calendario, e mi sento un poco truffato. 

Lo stress è una parola che viene così spesso abusata nella nostra vita, e ora siamo bombardati da consigli per affrontare lo stress in modo che non ci uccide, al punto di essere schiavi delle procedure per evitarlo in tutte le nostre azioni. Ridicolo. Come un auto-proclamato perfezionista, tutto questo stress sta per avere la meglio su di me. Sto diventando vecchio, questo è stressante secondo voi? 

Osservando il mondo che mi circonda, non quello attorno a casa mia perché vivo in un’oasi di pace e tranquillità e gli unici che potrebbero attentare alla mia serenità sarebbe i cani con il loro incessante e fastidioso abbaiare. No, osservo quel mondo virtuale che mi circonda guardandomi di sottecchi dallo schermo del computer mollemente appoggiato sulle ginocchia mentre sguazzo pur io mollemente adagiato, direi sdraiato, in poltrona. Ecco quel mondo è più stressato di me. Una metà degli italiani sguazza in acqua più o meno cristallina della spiaggia alla moda scelta per le vacanze estive e l’altra metà sguazza in un mare di debiti mentre tenta disperatamente di restare a galla per non veder affondare tutto insieme alla nave Italia ai cui comandi non c’è il comandante Schettino ma un suo emulo, impreciso e imbranato nei modi e negli intenti, incapace nel tenere coeso il paese mentre un cavaliere senza cavallo ha perso la sella e tenta disperatamente di risalire sul cavallo che nel frattempo è sparito al gran galoppo.

Non bisogna mai dimenticare che la realtà molto di frequente sfugge alla razionalità, le emozioni e sensazioni appartengono a quella sfera non direttamente osservabile da chi cerca di indagare con i metodi della sperimentazione i fenomeni odierni. Le relazioni sociali sono un corpo dinamico in certi momenti e statico in altri, un mondo troppo complesso per essere sintetizzato da schemi proponibili in altri ambienti.

Godiamoci l’estate, con l’autunno si vedrà che fare.

2013/08/01

La condanna di Berlusconi

GUARDATE I VOLTI DI QUESTI GIUDICI, NON ESULTANO, SONO STREMATI, SOFFERTI, PENSANO A QUELLO CHE SUCCEDERA' DOPO, ALLA LORO CARRIERA CALPESTATA, ALLE PRESSIONI SUBITE, ALLA CERTEZZA CHE DOMANI SARA' TUTTO DIVERSO. PERCHE' SE E' VERO CHE LE TRANSAZIONI DELLE TV CON L'ESTERO SONO COSA NORMALE QUANDO AVVENGONO IN QUEL MODO, NON SOLO DI MEDIASET MA PER TUTTI COLORO CHE OPERANO NEL CAMPO MEDIATICO, ALLA FINE QUALCUNO DOVRA' LASCIARE LA CARA SEDIA ALLA QUALE SI ERA INCOLLATO.
CON GRANDE DOLORE. 

Ho atteso la sentenza in Cassazione su Berlusconi e ho ascoltato e letto i commenti per la sua condanna definitiva prima di scrivere questo mio pezzo. 

Dove va l’Italia? Se lo chiedono tutti, in questi giorni grami nel pieno di una crisi prima di tutto economica che sembra non finire mai e poi politica, con un governo che non demorde dal defraudare gli italiani della ricchezza che pure il paese possiede. Dove sta andando questa Italia se lo chiedono tutti, e tutti ne sono responsabili, ogni cittadino, immigrato perfino lattanti, tutti responsabili del degrado e dello sfascio di una nazione che ha lottato e duramente per diventare tale. 

Che sia l’effetto boomerang del processo a Mediaset con Berlusconi inquisito e probabilmente condannato – la sentenza definitiva si riferisce alla sola pena detentiva e non a quella che tutti si aspettavano per vederlo sparire dalla politica – se tutto va bene oppure va male e dipende dai punti di vista. Perché tutta la nazione compatta attende di veder condannato l’uomo che negli ultimi ventanni ha traghettato l’Italia verso il futuro, un futuro fatto di televisione, di annunci pubblicitari, di pluralità comunicativa, di successi e programmi per tutti che forse prima non esistevano, e già che ci siamo un uomo che ha approfittato forse un po’ troppo della benevolenza degli italiani, fregandosene dei loro sentimenti e, almeno all’apparenza, creando leggi ad personam che potessero in qualche modo evitargli grossi guai finanziari e personali nella conduzione del suo business più redditizio, quella M
ediaset ieri condannata per un reato che non ha commesso ma che, tant’è, qualcuno ha voluto o cercato o inventato oppure creato dal nulla e ingolfato di menzogne e teoremi e supposizioni e disegni truffaldini per colpire l’uomo caimano, il diavolo in parlamento, colui che ha portato la politica a essere operetta, ‘ché magari operetta lo era già ma sperava non sembrarlo, verso un baratro dal quale non ne uscirà più. 

CONDANNATO!

“La legge è uguale per tutti!” Gioisce qualcuno per l’avvenuta condanna e se condivido che le sentenze vanno rispettate mi permetto solo di sottolineare che la Legge sarà uguale per tutti quando per ciascun cittadino ci sarà una condanna ad ottobre in tribunale, un appello che si conclude in primavera e una sentenza definitiva in Cassazione nel luglio successivo ovvero tre gradi di giudizio in 9 mesi con una celerità mai vista. 
Lo stesso quando ci saranno indagini così approfondite su tante imprese italiane che operano con l’estero e che presumibilmente hanno movimenti finanziari da approfondire, a cominciare da marchi internazionali “Made In Italy” di proprietà di noti esponenti della sinistra italiana per i quali non risultano essere mai state avviate indagini sulle loro transazioni con l’estero. 

Infine la Legge sarà uguale per tutti quando i Magistrati di Milano avranno dimostrato lo stesso metro di giudizio e la stessa disponibilità e volontà ad indagare verso migliaia di altre indagini che si concludono regolarmente nella prescrizione o nelle archiviazioni per imputati rimasti ignoti anche perché i riflettori, le risorse e il personale  per anni vengono destinati alle indagini a carico di Berlusconi, Mediaset e la galassia di aziende che ci gravita intorno.  

Fino ad allora penso che il Cavaliere ne abbia probabilmente combinate tante, che troppe volte abbia dimenticato che un Presidente del Consiglio resta tale anche nel privato, ma che contro di lui si sia applicato - almeno alcune volte - un metro di giudizio più severo del solito per motivi prettamente politici da una parte della Magistratura che – purtroppo – è decisamente troppo politicizzata perdendo così il suo ruolo di garanzia per tutti i cittadini. Attenti dunque, la prossima volta potrebbe capitare anche a voi!

2013/07/29

BUFALE E ZANZARE

Quante sono le pagine in rete che campano sulla credulità dei lettori? Milioni. 

Notizie farlocche, magari vecchie di anni, periodicamente riciclate per dare un po’ di verve ad un momento di “stanca” redazionale. Pagine che si beano dei complottismi annunciati sempre con toni gravi e definitivi, e guarda caso, che hanno spesso protagonisti gli “odiati imperi del male”: Israele e America. 

Eh sì, non dobbiamo fare lo sbaglio di credere che le spie avvoltoio, o squalo o scoiattolo siano fole buone solo per il pubblico arabo poco smaliziato, no! Anche da noi, possiamo vantare alcuni di questi “giornalisti da baraccone”. Un esempio lo da la pagina facebook “Cose che nessuno ti dirà, No Censura” ma anche "Tutto il Web d'Italia", "No Censura" e altri. 

Abitualmente queste pagine gettano ai propri lettori l’osso anti isaeliano anti semita e poi si godono lo spettacolo. Ogni tanto superano loro stessi. Questa volta hanno ripresentato un classico, che fa presa sulla gente, che classificano come TOP SECRET perchè tanto mai nessuno troverà nulla che affermi il contrario:

La terribile zanzara tecnologica! Capace di iniettare chissà quali malattie e veleni! Orrore! Nemmeno con il DDT ci si può difendere!  La presentano così:

NANOTECNOLOGIE MILITARI: L’INCREDIBILE ZANZARA DRONE

È l’ultimo “giocattolino” dell’esercito americano, già in produzione. Un insetto drone, controllabile a grande distanza e dotato di telecamera, microfono e siringa. Secondo le autorità è in grado di prelevare DNA o iniettare dispositivi RFID di localizzazione nella persona-obiettivo, provocando una sensazione di dolore quasi impercettibile, paragonabile a quello provocato dalla puntura di una normalissima zanzara. Ovviamente gli utilizzi a cui potrebbe essere destinato dai servizi segreti sono molteplici: può essere utilizzato come spia, essendo dotato di telecamera e microfono, ma anche come “silenzioso sicario”, iniettando nella vittima prescelta, al posto del chip RFID uno dei potentissimi veleni disponibili nel mercato, in grado di provocare arresti cardiaci, facendo pensare a un decesso naturale. La “zanzara drone” può penetrare in una villa sorvegliatissima, eludendo guardiani e sistemi di allarme, passando a fianco degli addetti alla sorveglianza, penetrando attraverso una finestra o una semplice fessura, per poi magari essere “parcheggiata” sopra un armadio fino a quando la vittima non se ne va a dormire, pungerla e abbandonare l’ambiente senza lasciare traccia e destare sospetti. Le tecnologie militari sono avanzatissime, ed è obbligatorio considerare che la maggioranza di queste sono mantenute segrete. Negli ultimi anni hanno “svelato” qualche scoperta, ma sulle tecnologie più importanti è mantenuto lo stretto segreto militare. Sappiamo che è stato persino approntato un “lettore di onde cerebrali” i cui utilizzi potrebbero essere molteplici, armi “psicotroniche” e chissà quali altri marchingegni in grado di uccidere.

La zanzara drone! 
Legge le onde cerebrali! 
Siamo fritti! 
Fra i lettori è il panico! 
I commenti sono tutti allarmati!

“zanzare bombe tecnologie, moriremo tutti, è la fine, americani bastardi, armi chimiche, futuro comandato da robot ecc. lo dicevamo anche 10 anni fa, ma come vedete giriamo ancora con auto a benzina e quattro ruote invece di propulsori, e ogni giorno pensiamo a vivere nel nostro paese/città e queste cose neanche ci sfiorano nella vita di tutti i giorni”

“Fantascienza? Ve la bevete come una fanta….ma è scienza! “

“Quindi ci microchippano tutti allora! ..anche se non volevamo! ..che storia! (sarà davvero una guerra mondiale allora…ma di come non se l’eran mai viste prima!.. questa volta o i popoli vanno al potere o non ce la si farà + (pensa te cosa studiano sti figli di p...a, con la scusa di tenerci a bada con la politica o le news del giorno (occultate e disinformanti almeno x il 90%)! ..ci stan x fare la festa! ..e non ce lo dicono ahahahh (bastardi figli di un Dio minore!”

“Ma questa è la nostra fine!! ma come possiamo difenderci?”

Miracolosamente, questa volta, Israele è restato fuori dai commenti, chissà perché.
Ed ecco il “babbo” della zanzara drone (bufala anche questa): l’artista russo Turi Savelich, la zanzara bionica è una sua creazione!  Ma forse, più ancora dei commenti apocalittici di quelli che ci sono cascati, fanno impressione quelli che hanno seguito i link dei tre o quattro volonterosi, che si sono presi la briga di  postare la vera natura della pericolosa zanzara artistica: bufala? non bufala? chi puo’ dirlo? che importa? siamo tutti in pericolo.

“Bufala, non bufala….Qualcuno di voi ha visto I pirati dei caraibi?
Jack Sparrow dice la verità sapendo che gli altri non lo credono, facile no?”

“Dubito dell’esistenza di questa roba, ma entro poco tempo saremo in grado di mettere su armate totalmente meccanizzate.Ben presto avremo robot in ogni esercito, non intelligenze artificiali,ma pur sempre robot.”

“mah bufala o no in ogni caso ci tengono nascoste tante di quelle cose che se ne venissimo a sapere anche solo la meta non so che conseguenze ci sarebbero”

“il problema non è se sia vero o falso, tanto lo impareranno (forse) i nostri figli… il fatto è che non serve trinciare giudizi se non si hanno elementi concreti di conoscenza. Su che base possiamo dire che sia vero, o che non sia vero? è solo aria alla bocca. Anche perché in ogni caso non potremmo farci niente.”

Ecco, il problema non è se sia vero o non sia vero, potrebbe in ogni caso esserlo oppure no. Il vero problema è che si crea opinione.
Opinione su un argomento farlocco, opinione che potrebbe generare movimenti pericolosi. Siamo in balia dei pirati e nemmeno ce ne rendiamo conto.

2013/07/23

20 Luglio 1969



Io ero uno di quei ragazzi che il 20 Luglio del 1969 se ne stava con gli occhi incollati al televisore mentre Tito Stagno annunciava: L'Eagle è atterrato.

I mitici anni '60 in cui razzi, astronavi e astronauti erano la cosa più bella che si potesse immaginare. Riempiendomi lo stomaco di succo di arance, perché era quello che si beveva a quel tempo, sognavo le astronavi e mentre io bevevo loro viaggiavano sulla Luna pensando a come raggiungere Marte e oltre. Ricordo che mio padre, rientrando da qualche viaggio, prese un peluche di Snoopy vestito come se fosse un astronauta della NASA, ricordo fosse completo dell'ombelicale per l'ossigeno. 

A quel tempo conoscevo a memoria tutto quello che riguardava lo spazio, A colpo d'occhio potevo raccontarvi le differenze specifiche tra tutti i razzi nell'inventario degli Stati Uniti. Rimanevo abbagliato dalle possenti astronavi alate disegnate da quel geniaccio di von Braun sfuggito a quel pazzo tedesco con il baffetto. 

Il 20 luglio 1969, mi sono seduto lì a bocca aperta di stupore e ogni fantastica immaginazione è diventata un po' meno fantastica e improvvisamente molto più possibile per noi, la gente della Terra, uno dei nostri passi fuori nello spazio, per la prima volta sulla superficie di un altro mondo, un altro pianeta. L'uomo che avanza e conquista. 

Per i ragazzi di oggi, è difficile da spiegare pienamente il monumentale e profondo cambiamento che rappresentava quell'evento. Noi piccoli uomini abbiamo camminato sulla superficie di un altro mondo. La superficie terrestre? No, la superficie lunare, corretto, quindi si dice allunare?  

Mai più la nostra specie avrebbe potrebbe affermare che  la Terra era il limite della nostra capacità. Mai più un bambino sarebbe nato in un mondo in cui gli uomini non avevano viaggiato attraverso lo spazio vuoto e profondo, per lasciare impronte umane sulla faccia di quel disco bianco sorridente nel cielo notturno fin dalla notte dei tempi. 

Da quel momento in poi, il cielo non era più il limite. Da quel momento in poi, non c'erano limiti. 

In qualche modo, nei decenni successivi, abbiamo perso quella sensazione. Invece di un mondo in cui potevamo raggiungere qualsiasi obiettivo se avessimo impostato la nostra volontà, ci troviamo a lamentarci per tutte quelle cose che abbiamo accettato in qualche modo nonostante fossero al di là del nostro controllo. 

Qualcuno dice che il pianeta si sta riscaldando ma l'ultimo inverno è finito alla fine di giugno e in qualche regione ancora stenta a lasciarci. Qualcun altro afferma che gli oceani stanno morendo, eppure il pescato supera ogni anno i record precedenti. forse non ci accorgiamo di quanto siamo messi male, continuiamo a correre come su quel treno che corre veloce verso il baratro (ricordate il film Cassandra Crossing?). 

Le nostre istituzioni stanno fallendo. I nostri leader sono corrotti, i nostri cibi preferiti ci stanno uccidendo, guerre inutili e combattimenti sembrano crescere ovunque guardiamo. E la Luna ancora ci sorride, divertita forse delle nostre preoccupazioni meschine e distrazioni. 

Ti ricordi di me? Sei stato bravo a trovarmi sul web in modo incredibile, così allettante. Ora guardati i piedi e cerca di capire quando affonderai. 

Mi piaceva domandarmi quali miracoli avrei potuto vedere del mio futuro. Mi è piaciuto un sacco. E mi manca quella sensazione. Houston, Eagle è atterrato. Ricordi, immagini, suoni, emozioni, passato. 44 anni fa avevo sedici anni, il mondo era una finestra aperta avanti a me. 44 anni fa potevo sognare, oggi raccolgo quei sogni e traggo bilanci. 

In occasione della ricorrenza molto probabilmente il momento più cool in cui l'uomo è riuscito a raggiungere un sogno, ecco che un geniale ragazzo dagli occhi verdi degli anni '60 di nuovo dice "grazie".

2013/07/14

Morire di Euro





Era meglio morire da piccoli che mangiare la pasta coi broccoli... ve la ricordate la filastrocca? Se la ricorderanno quelli più vecchi fra voi, quelli che erano bambini quando lo ero io.

Detto fra noi i broccoli sono fantastici, piacciono a tutti, era una questione di rime e in quel caso funzionava bene. Non funziona invece la pasta europea con l'euro.

Oggi di euro si muore. Questa filastrocca bisognerebbe musicarla, canticchiarla sul tram o in autobus, agli angoli delle strade, in ufficio o a casa, portarla nelle discoteche.

Stiamo morendo e il nostro veleno è l'euro. Non pensiate che stia esagerando, non esagero, nemmeno tanto, so quello che scrivo perché cari i miei lettori io ho la fortuna di guardare il mio Paese andare in malora standone fuori.

Che vedo? Vedo un'Italia sempre più malandata, messa male, pronta a fallire.

Oggi l'Italia si trova a un bivio: pagare il conto salato per una scelta azzardata o continuare una “non vita da zombie” nel segno di un'austerity senza fine. Non è una profezia. Non è neppure un'opinione. È questione di logica, di numeri ed è ciò che pretende l'Europa. Non credo nelle illusioni. Non ho mai pensato che l’Italia potesse farcela, potesse riguadagnare il terreno perduto in oltre dieci anni di permanenza nell’euro. Dal 2001 a oggi la nostra economia è andata sempre peggiorando, non siamo mai riusciti a riguadagnare terreno.

Del resto la storia italica dice che tutti i governi hanno sempre approfittato a man bassa delle risorse della nazione a scapito dei cittadini. Ha origini lontane questo comportamento, nasce tutto, o meglio si perfeziona e assurge all’onore delle cronache fin dal tempo dei romani. Poi si affina con il brigantaggio, esso, sin dalla sua genesi, aveva come causa di fondo la miseria. Oltre ad una mera forma di banditismo (soprattutto nel Medioevo), il fenomeno ha spesso assunto i connotati di una vera e propria rivolta popolare. Come può convivere il brigantaggio con l’altrettanto brigantaggio politico dei giorni nostri?

Le ragioni si identificano in tempi moderni, relativamente moderni. Inizia prima dell’unificazione italica. Il brigantaggio assunse già al tempo della dominazione spagnola e in seguito asburgica e francese, dimensioni significative, furono coinvolti vari strati sociali, anche con connessioni e complicità tra signori e briganti, sia in zone urbane che rurali. Il brigantaggio rappresentò col tempo una forza tale da vincere quella dello stesso Stato, incapace ancora di mediare tra i diversi ceti. Nonostante qualcuno scrisse che il brigantaggio non era che miseria, estrema e disperata augurandosi potesse terminare presto, non si accorse che invece quella forma di ladrocinio istituito, affermato, in qualche modo apprezzato dal popolo che vedeva nei briganti, gentiluomini, dei novelli Robin Hood pronti a rubare ai ricchi per donare ai poveri cresceva, si autoriproduceva, come una pianta virale inseriva i propri gangli ovunque, per il potere e non solo la sopravvivenza. Col tempo si iniziò a considerare il brigantaggio come il prodotto di un complesso sistema di vita, anche il politico soggiogato dal dominatore, rubava al dominatore per contrastare la fame, inizialmente quella vera, in seguito per accumulare ricchezze negate dal dominatore. Col tempo dalle ingiustizie si è passati alle rivolte di natura politica.

Ecco dunque che i moderni briganti sono i politici, arraffoni, che prendono quanto possono, come un cane che mangia non appena se ne presenta l’occasione, mangia fino a scoppiare perché oggi c’è e domani chissà. Così Il debito pubblico ha continuato a salire, aumentando il divario di sviluppo (sarebbe da dire involuzione, non ci siamo sviluppati, potremmo affermare che l’Italia ha perso terreno, credibilità, potere nel mondo. Vedasi il caso dei Marò in contrasto con l’India, un ex paese in via di sviluppo che è arrivato a dettar legge contro di noi, anche se tutte le evidenze sono contro di loro.

L’Italia non conta più nulla, ci confrontiamo con le realtà degli altri paesi europei, Germania e paesi Scandinavi in prima fila e in parte la Francia e ne usciamo perdenti, superati solo in questa caduta da Spagna e Grecia, Irlanda e Portogallo. Non ho mai creduto a chi scriveva che l'euro fosse una giusta mossa per l'Italia. La nostra è stata mancanza di lungimiranza, abbiamo guardato appena al di là del nostro naso, abbiamo scelto la casella sbagliata. 

Faremo la stessa fine di chi ha tentato in passato di partecipare a una moneta unica senza che ci fossero le condizioni politiche per essere un unico Paese. Bisognerebbe leggere la storia. Nel 1943 abbiamo perso una guerra, trattato con i vincitori, umiliati davanti a loro. La clausole di tale disfatta le stiamo onorando ancora adesso. Siamo cresciuti, il boom degli anni 60 è stato un miracolo che - Paganini non ripete - come il grande maestro non siamo stati capaci di replicare. Ogni occasione era buona per svalutare la Lira. Io ricordo il dollaro USA a 600 lire, un’enormità, incredibile. 

Da allora, dagli anni 60 il cambio Lira/US$ è continuamente aumentato a causa delle svalutazioni per favorire la nostra industria, leggi Fiat, ma tutti se ne sono avvantaggiati. Tutti gli industriali, i politici, i grandi investitori, i proprietari terrieri, gli imprenditori. Tutti con esclusione dei cittadini che hanno solo perso. Siamo in guerra ora, mi si dirà che una moneta non serve per dichiarare guerra. Forse si, tuttavia siamo in guerra e non ce ne siamo accorti. Siamo in guerra e le conseguenze economiche sono le stesse di una guerra cruenta.

Si potrebbe pensare di essere in un vicolo cieco, che ormai le opportunità sono terminate, che non ci sia più nulla da fare. Non è vero neppure questo, possiamo scegliere. Possiamo scegliere, come nazione, di uscire dall'euro. Possiamo scegliere un'altra moneta, magari tornando alla lira, oppure una moneta circolante, una di quelle con tassi di cambio a quattro zeri. Servirà affinchè le aziende italiane tornino a esportare, le nostre grandi industrie dovranno incrementare i turni lavoro, la produzione crescerà facendo precipitare la disoccupazione portando, finalmente, l'economia italiana in vita, resuscitarla, ossigenarla dallo stato comatoso in cui si trova.

Ora è praticamente morta. Non pensiate possa essere facile, ogni grande cambiamento nella storia di una nazione comporta dei sacrifici anche importanti. Non sarà facile per nulla. Perché c'è un prezzo da pagare. Farà male in particolare alle banche, che falliranno come imprese, senza che I correntisti possano rischiare di perdere i sudati risparmi. Non ci sono alternative, restare nell'euro, con un'economia da morti viventi non ci porterà mai fuori dalla crisi. Immaginiamoci questo scenario per i prossimi cinquanta, cento anni o per sempre. Uno scenario apocalittico, con una classe politica incapace di vedere oltre il proprio naso, incapace di cogliere le grandi difficoltà in cui si trovano i propri cittadini, incapaci di cogliere il momento giusto per riciclarsi, il tempo delle ruberie ormai si è esaurito, adesso il cittadino se ne rende conto, non è più disposto a perdonare, lo si capisce dai risultati delle ultime elezioni dove un partito nuovo, che non era nemmeno un partito è stato capace di guadagnare il quindici per cento dei voti, da zero a quindici è un successo, anche se non è sufficiente per governare. Significa che alla prossima tornata diventerà il trenta, forse il cinquanta per cento. Apocalittico forse, totalmente coerente con la situazione in cui versa il popolo italico, alla fame seppure attaccato con le unhie e con i denti ai privilegi di cui ha goduto fino a pochi mesi orsono, un ricordo del passato ormai.

L'Italia ha firmato un patto con l'Europa e l’Europa non ha apprezzato lo sforzo. Il primo dovere era portare il deficit annuale a zero. Una missione impossibile. Sono stati capaci solo di produrre tasse e tagli insopportabili. Anche se ogni italiano possa accettare di diventare sempre più povero e senza futuro non basterà. Per rientrare nel Club Europa l'Italia dovrà ridurre il debito pubblico di 50 miliardi l’equivalente di dieci IMU. Non ci riprenderemo più. E questo anche se i patti sono passibili di revisioni, di rilettura, di cambiamenti, ai tedeschi non converrà. Cambiare anche un solo parametro quivale a perdere di vista gli obiettivi che si sono posti. Piuttosto escono loro dall'euro e sappiamo benissimo che senza la Germania l’euro non è più l'euro, perderebbe tutto l’appeal, quel poco rimasto, degli investitori internazionali, arrivando a scomparire.

O noi o loro? Ogni nazione deve scegliere razionalmente la propria valuta. I politici hanno caricato di un enorme valore simbolico il fatto di essere membri di un circolo monetario. Ma la zona euro è costruita, su misura per i paesi del Nord Europa. Siamo come chi vive in Africa e vuole frequentare un club di Berlino. Il solo andare e venire ci manda in rovina.

All'Italia dunque conviene l'euro? Sono certo che non conviene, lo vediamo tutti i giorni, ce ne accorgiamo quando andiamo a fare la spesa, il pieno all’auto, il biglietto aereo. Siamo parte di un club dove i vantaggi sono pochi e il prezzo non solo è alto, ma rischia di cancellare il nostro futuro. Un individuo che pur di stare in un circolo esclusivo si rovina è un idiota. Stranamente questa regola sembra non valere per gli Stati, ma il concetto è lo stesso. L'economia italiana è così importante che sta creando guai in tutto il mondo. L'Europa e l'Italia in ginocchio per la crisi sono un problema per il Brasile, per la Cina, per gli Stati Uniti.

Non conviene a nessuno. Sta saltando un equilibrio. L'Italia morente è un problema geopolitico grave. Da quando l'Italia è in Eurolandia non cresce. È un fatto: scarso lavoro, zero aumento del reddito. Certo, gli italiani possono dire di essere parte dell'euro, ma non esportiamo più. Se i nostri politici aprissero gli occhi e si guardassero in giro potrebbero razionalmente scegliere, sono sicuro che cambierebbero subito valuta.

Purtoppo in questo non siamo soli, la Grecia e la Spagna prima di noi hanno avuto lo stesso malefico pensiero, adesso vediamo dove sono loro, falliti. Anche l’Italia si avvia al fallimento totale, S&P ha ridotto il Rating da BBB+ a BBB, un’inezia forse, ma significativa, segno che non è affatto vero che i nostri conti stanno migliorando, è vero il contrario e il baratro inizia a mostrare tutti i suoi angoscianti contorni.

Chi poteva è già fuggito, chi resta affonderà miseramente con buona pace di tutti.
Il governo non vede la situazione in cui siamo, si baloccano con sogni e ruberie, macchine dorate di un establishment morto e sepolto, come quell’orchestrina che suonava sul ponte del Titanic mentre la grande nave affondava.

Suonano anche loro, e ballano alla faccia dei poveri onesti cittadini. Quando non ci sarà più la nave Italia, assorbita dai nostri debiti allora rideremo, per ora possiamo solo piangere.

In tutto questo discorso ripenso a una notte di luglio 1992, quando con un decreto legge veniva deliberato il prelievo forzoso del 6‰ dai conti correnti bancari per un interesse di straordinario rilievo, in relazione a una situazione di drammatica emergenza della finanza pubblica. Un sistema oligarchico che non è stato capace di trovare soluzioni alternative, che trova normale prendere i soldi dai conti correnti degli italiani di notte, come fanno i ladri.

Era meglio morire da piccoli che morire di euro da grandi!